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ArticlesSi puo' accettare un partito dotato di armi ed esercito?, by Emanuele OttolenghiDopo tre giorni di guerriglia urbana, gli uomini della milizia proiraniana di Hezbollah ieri controllavano la Beirut musulmana. Il casus belli è stato la decisione del governo libanese di smantellare un network di comunicazioni parallelo controllato da Hezbollah e creato con l’aiuto dell’Iran, che comprendeva una serie di telecamere posizionate lungo una delle piste d’atterraggio dell’aeroporto di Beirut. Tra le misure adottate dal governo, la rimozione del responsabile della sicurezza dell’aeroporto, vicino a Hezbollah... Full text Libano: tutti gli errori della comunita' internazionale, by Emanuele OttolenghiCon lo scadere della mezzanotte, si è concluso, venerdì sera, il mandato del presidente libanese Emile Lahoud. Il Libano dunque da tre giorni non ha un presidente. Il vuoto di potere era giustamente temuto, a causa del tragico passato del paese, per il rischio che emergessero da questo vuoto due governi concorrenti: da un lato il governo del Premier Fouad Siniora, che secondo la costituzione (art. 62) assume i poteri presidenziali ad interim, in attesa che il parlamento deliberi; dall’altro un possibile governo scelto dall’opposizione filosiriana, che il governo Siniora non ritiene costituzionale da quando si dimisero i ministri sciiti. La mossa di Lahoud, di prendere atto dell’esistenza di un non ben definito stato d’emergenza mirava certamente a trasferire il potere al capo di stato maggiore, Michel Suleiman. In realtà, questo scenario non si è verificato: Suleiman, che spera ancora di essere eletto presidente, si è ben guardato dall’inimicarsi la maggioranza antisiriana, confermando l’intenzione dell’esercito d’attenersi scrupolosamente alla costituzione, promettendo di sostenere il governo Siniora, e indicando che l’esercito si sarebbe mosso rapidamente a sopprimere ogni moto settario teso a far sprofondare il Libano in una spirale di violenza fratricida... Full text In Libano l'UNIFIL cerca accordi con Hezbollah, by Emanuele OttolenghiL’esercito libanese sta finalmente completando la sua operazione di pulizia nel campo rifugiati di Nahr el Bared, che dopo più di due mesi ha un bilancio di centinaia di morti accertati e molti altri che non verranno probabilmente mai documentati. La situazione nel nord del paese, insieme ai molteplici altri obblighi dell’esercito e all’esistenza di altri centri di potenziale crisi, è indice di un possibile generale deterioramento della sicurezza e stabilità interna del Libano, cosa che potrebbe compromettere irrimediabilmente la missione UNIFIL guidata attualmente dal contingente italiano, come è stato messo in luce dal recente rapporto del segretario generale dell’ONU al Consiglio di Sicurezza, che ha confermato, con doviziosa documentazione, la situazione precaria della sicurezza del paese. .. Full text Massimo D'Alema: Et Tu Brute?, by Emanuele OttolenghiBy a strange twist of fate, the blast that killed Lebanese parliamentarian Walid Eido, his son, and several others last week almost coincided with the visit to Damascus by Oliviero Diliberto, an Italian parliamentarian and leader of the Italian communists, who are in the ruling coalition. The coincidence of a European dignitary's visit to Damascus with an assassination in Beirut was not so surprising. Each happens all too frequently these days... Full text Il ricatto di Damasco al paese dei cedri, by Emanuele OttolenghiIl ministro degli Esteri Massimo D’Alema è appena tornato da una visita a Beirut e Damasco, durante la quale ha lanciato l’allarme per la presenza di al-Qaeda in Libano e ha auspicato una collaborazione con la Siria, spendendo parole positive per il ruolo stabilizzante di Hezbollah in Libano, e per la presa di posizione di Hamas contro i miliziani di Fath al Islam nel campo profughi di Nahr el Bared, dove sono ancora in corso scontri con l’esercito libanese. Aggiunge D’Alema parlando di Hezbollah, «Hezbollah non è interessato a destabilizzare l’area di responsabilità dell’Unifil... A muovere Hezbollah, che è un movimento sciita, c’è la consapevolezza che così come in Iraq, i gruppi salafiti intendano innescare una guerra di religione tra sunniti e sciiti». Per fortuna, ci dice D’Alema, la presenza Unifil viene vista in maniera amichevole. Nulla da temere per le nostre truppe insomma, almeno non dalle varie forze libanesi. L’unico pericolo è al-Qaeda, contro il quale occorre cooperare con la Siria... Full text Parisi's ignorance, by Emanuele OttolenghiItaly’s defense minister Arturo Parisi, interviewed last week on a morning show about Hizballah’s activity in southern Lebanon, dismissed any concern about its arms smuggling. “I am not aware [of any arms smuggling],” he said, “at least not to the extent that it requires a change of behavior by the UN.”... Full text Parisi tentenna su Hezbollah, by Emanuele OttolenghiIn una dichiarazione rilasciata la settimana scorsa alla trasmissione Omnibus su La7, il ministro della Difesa Arturo Parisi ha affermato senza mezzi termini che nel sud del Libano, dove l’Italia è impegnata con la missione Unifil, non è in corso un riarmo di Hezbollah. Secondo il ministro, il riarmo «non risulta o almeno non in termini tali da modificare la linea di condotta dell’Onu». Parisi va oltre, affermando come «l’efficacia dell’azione della missione Unifil garantisce una tregua che dura da un anno». Nonostante la violenza in corso nel Nord del Libano, Parisi afferma che «la situazione nel Libano del sud non deriva dagli Hezbollah ma da soggetti provenienti dall’estero e presenti nei campi palestinesi riconducibili sia ai sunniti che agli sciiti»... Full text L’Occidente sappia che trattare con la Siria vuol dire sacrificare il Libano democratico, by Emanuele OttolenghiMeno di due settimane fa, le dimissioni di sei ministri sciiti dal governo libanese avevano già indicato chiaramente che piega avrebbe preso il Libano. La regola del consenso settario tra le varie componenti del sistema politico libanese impone che ogni decisione sia presa con almeno due terzi del totale dei ministri, che è fissato a 24. Le dimissioni servivano a far cadere il governo libanese prima che potesse prendere una decisione sul tribunale internazionale creato dall’Onu per indagare l’assassinio di Rafiq Hariri... Full text Un nuovo atlantismo può nascere dalla crisi siriana e libanese, by Emanuele OttolenghiPer tre anni, convinti atlantisti hanno guardato con orrore mentre i rapporti tra Francia e Stati Uniti peggioravano. A partire dall’11 settembre, i due paesi hanno personificato in un certo senso la crisi dell’alleanza atlantica, culminata nella Guerra in Iraq.Le relazioni politiche tra i due paesi hanno influenzato anche i rapporti commerciali e la produzione culturale, con un’ondata di antiamericanismo in Francia e una reazione antifrancese in America. Ma nonostante le tensioni e le divisioni, Francia e America sono state riportate l’una tra le braccia dell’altra da un inatteso attore: la Siria... Full text After Lebanon: The coalition’s challenges, by Emanuele OttolenghiThe Second Lebanon War dominated the news over the summer and reconditioned Israel’s political arena. The manifold repercussions could lead to the early demise of the barely four-month old government led by Prime Minister Ehud Olmert. This article assesses the present state of Israeli politics in light of the crisis, beginning with an assessment of the war aims against the backdrop of the achievements and failures incurred by each side. The implications of this conflict will then be analysed with particular regard to the future of Olmert’s Convergence Plan, the life expectancy o the current coalition and the future of peace negotiations in this climate... download PDF showing from 1 to 10 of 10 documents |
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