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ArticlesPoints East and West: Engaging the enemy, by Emanuele OttolenghiBarely ten days before the Durban review conference got under way in Geneva, the Iranian President Mahmoud Ahmadinejad announced his attendance. Another Iranian - a dissident, Batebi - was also due to speak. Having escaped Iran's jails after years of confinement and abuse, he is now a vocal supporter of human rights there and living proof of the regime's brutish ways... Full text Dialoghi Pericolosi: Stringere la mano ai tiranni, by Emanuele OttolenghiIl presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha avuto il dubbio onore di aprire i lavori della Conferenza di Ginevra sul razzismo e la xenofobia. A poche centinaia di metri dal palazzo dell’Onu dove parlava Ahmadinejad nel frattempo, aveva luogo una conferenza parallela dove un altro iraniano ha avuto l’onore del podio – il dissidente Ahmed Batebi – contro la cui apparizione la diplomazia iraniana ha alacremente lavorato nei giorni precedenti all’evento per timore che la sua presenza a Ginevra in qualche modo adombrasse quella del presidente... Full text Mitchell prepara la bufera su Israele, by Emanuele OttolenghiDopo una serie di fermate in capitali arabe, l’inviato speciale del presidente americano Barack Obama per il processo di pace in Medioriente, George Mitchell, arriverà oggi a Gerusalemme per la sua seconda visita in Israele e nei Territori palestinesi. La visita non promette nessuna grande svolta, ma dovrebbe servire a mettere a fuoco ulteriormente il futuro corso dei rapporti tra Israele e Stati Uniti. È evidente infatti che sui tre fronti più caldi per Israele - Iran, Siria e processo di pace - la nuova amministrazione Usa non è in sintonia con Gerusalemme: il potenziale di una piccola burrasca nei rapporti bilaterali è dunque alto... Full text La scommessa di Bibi, by Emanuele OttolenghiIl primo ministro incaricato israeliano, Benyamin Netanyahu, ha formalizzato l’accordo di coalizione con il partito Israel Beteinu e il suo Avigdor Lieberman, che con tutta probabilità diventerà ora il nuovo ministro degli esteri. L’annuncio ha provocato costernazione nelle capitali europee e condanna in quelle arabe. Full text This may bring a strike closer, by Emanuele OttolenghiSomething went wrong with Russia’s air defence systems on september 6, 2007. Israeli fighter jets penetrated Syrian airspace and destroyed a secret installation, in all likelihood a nuclear reactor. Full text download PDF Points east and west: No point talking to Syria, by Emanuele OttolenghiIn the days following the assassination in 2005 of the Lebanese prime minister, Rafiq Hariri, it seemed that for the first time in over 30 years since Syrian troops had occupied Lebanon, there was a chance to rescue Lebanon from Syria's stranglehold. The murder triggered an unprecedented popular reaction - it was nicknamed the Cedar Revolution and forced Syria finally to acquiesce to UN Security Council resolutions demanding Damascus withdraw its troops...
Full text Sulla via di Damasco non si salva il Libano ne' si ferma l'Iran?, by Emanuele OttolenghiQuattro giorni fa Hisham el Badni, assistente personale di Khaled Meshaal, capo dell’ufficio politico di Hamas con base a Damasco, è stato fatto scendere dalla sua auto e freddato a colpi d’arma da fuoco in una strada della città di Homs, a nord della capitale siriana. E’ l’ultimo episodio di una serie oscura che ha visto anche l’assassinio a Damasco del comandante militare di Hezbollah, lo scorso febbraio... Full text L'accordo che non piace a Bush, by Emanuele OttolenghiL'annuncio quasi contemporaneo di mercoledì da parte dei governi di Damasco e Gerusalemme, del ritorno al tavolo negoziale di Siria e Israele era nell’aria. Da settimane la mediazione turca era ormai nota al mondo e, pur non essendo chiaro il livello e il progresso del dialogo, era evidente che sia Israele sia la Siria erano seriamente impegnati in un tentativo di riaprire le trattative di pace interrotte otto anni fa, a marzo del Duemila. Ma sarà veramente possibile colmare la distanza che separa i due Paesi? Ed esiste veramente un interesse comune sufficiente da garantire un esito positivo? La risposta è che l’unico elemento che al momento li accomuna è la pressione americana nei loro confronti che entrambi sperano di attenuare attraverso una trattativa bilaterale. Full text La Siria non molla la presa sul Libano, by Emanuele OttolenghiPochi giorni dopo il misterioso attacco israeliano sui cieli della Siria, Antoine Ghanem, il deputato libanese del blocco antisiriano ‘14 Marzo’ è stato assassinato a Beirut. Ghanem é stato ucciso da un’autobomba due giorni dopo essere rientrato in Libano da un lungo soggiorno all’estero, dove come molti altri parlamentari antisiriani si trovava per sfuggire a possibili attentati. Era rientrato per partecipare alle elezioni presidenziali, previste a partire dal 23 settembre. Il fatto che sia stato ucciso a poche ore dal rientro la dice lunga sulla sicurezza dei politici in Libano e sul livello di penetrazione dei servizi di sicurezza che dovrebbero proteggerli. L’assassinio fa parte di una chiara strategia di eliminazione e intimidazione dell’attuale maggioranza antisiriana, in nome di una cruda aritmetica: a furia di uccidere deputati e ministri (8 in 3 anni) la maggioranza perderà prima o poi il quorum per eleggere un presidente inviso a Damasco e a Hezbollah. Alcuni li si ammazza - Ghanem, 64 anni e membro della Falange non era un politico di primo piano - e altri li si spaventa... Full text In Libano l'UNIFIL cerca accordi con Hezbollah, by Emanuele OttolenghiL’esercito libanese sta finalmente completando la sua operazione di pulizia nel campo rifugiati di Nahr el Bared, che dopo più di due mesi ha un bilancio di centinaia di morti accertati e molti altri che non verranno probabilmente mai documentati. La situazione nel nord del paese, insieme ai molteplici altri obblighi dell’esercito e all’esistenza di altri centri di potenziale crisi, è indice di un possibile generale deterioramento della sicurezza e stabilità interna del Libano, cosa che potrebbe compromettere irrimediabilmente la missione UNIFIL guidata attualmente dal contingente italiano, come è stato messo in luce dal recente rapporto del segretario generale dell’ONU al Consiglio di Sicurezza, che ha confermato, con doviziosa documentazione, la situazione precaria della sicurezza del paese. .. Full text Massimo D'Alema: Et Tu Brute?, by Emanuele OttolenghiBy a strange twist of fate, the blast that killed Lebanese parliamentarian Walid Eido, his son, and several others last week almost coincided with the visit to Damascus by Oliviero Diliberto, an Italian parliamentarian and leader of the Italian communists, who are in the ruling coalition. The coincidence of a European dignitary's visit to Damascus with an assassination in Beirut was not so surprising. Each happens all too frequently these days... Full text Il governo scelga: o la Siria o il Libano, by Emanuele OttolenghiProprio mentre l’Onorevole Diliberto si trovava in visita a Damasco a trovare il dittatore siriano, Bashar el Assad, gli emissari del suo cortese ospite si premuravano di far saltare in aria a Beirut il parlamentare libanese Walid Eido, suo figlio e altre dieci persone. La coincidenza è del tutto casuale, ma la concomitanza di una visita a Damasco con una morte a Beirut non è sorprendente. Sarebbe potuto capitare anche al ministro degli esteri Massimo D’Alema insomma, a Damasco solo dieci giorni prima, e meglio che sia capitato a Diliberto, visto che provoca meno imbarazzo all’Italia se a confabulare con il mandante degli assassini ci va un parlamentare della maggioranza piuttosto che un ministro di governo... Full text Il ricatto di Damasco al paese dei cedri, by Emanuele OttolenghiIl ministro degli Esteri Massimo D’Alema è appena tornato da una visita a Beirut e Damasco, durante la quale ha lanciato l’allarme per la presenza di al-Qaeda in Libano e ha auspicato una collaborazione con la Siria, spendendo parole positive per il ruolo stabilizzante di Hezbollah in Libano, e per la presa di posizione di Hamas contro i miliziani di Fath al Islam nel campo profughi di Nahr el Bared, dove sono ancora in corso scontri con l’esercito libanese. Aggiunge D’Alema parlando di Hezbollah, «Hezbollah non è interessato a destabilizzare l’area di responsabilità dell’Unifil... A muovere Hezbollah, che è un movimento sciita, c’è la consapevolezza che così come in Iraq, i gruppi salafiti intendano innescare una guerra di religione tra sunniti e sciiti». Per fortuna, ci dice D’Alema, la presenza Unifil viene vista in maniera amichevole. Nulla da temere per le nostre truppe insomma, almeno non dalle varie forze libanesi. L’unico pericolo è al-Qaeda, contro il quale occorre cooperare con la Siria... Full text Parisi tentenna su Hezbollah, by Emanuele OttolenghiIn una dichiarazione rilasciata la settimana scorsa alla trasmissione Omnibus su La7, il ministro della Difesa Arturo Parisi ha affermato senza mezzi termini che nel sud del Libano, dove l’Italia è impegnata con la missione Unifil, non è in corso un riarmo di Hezbollah. Secondo il ministro, il riarmo «non risulta o almeno non in termini tali da modificare la linea di condotta dell’Onu». Parisi va oltre, affermando come «l’efficacia dell’azione della missione Unifil garantisce una tregua che dura da un anno». Nonostante la violenza in corso nel Nord del Libano, Parisi afferma che «la situazione nel Libano del sud non deriva dagli Hezbollah ma da soggetti provenienti dall’estero e presenti nei campi palestinesi riconducibili sia ai sunniti che agli sciiti»... Full text Europe can do much more for Lebanon, by Dana Moss and Daniel RackowskiAfter an absence of more than three years from Full text Ending the Lebanese Impasse, by Dana Moss and Daniel RackowskiOn 14 March 2005, almost a million Lebanese gathered on the streets of Beirut. They protested against the Syrian occupation and the assassination of former Sunni prime minister Rafik Hariri – and for a while it looked like Lebanon’s troubled politics would turn over a new page. Two years after this Cedar Revolution, Lebanon is once again in a quagmire, beset by political deadlock and sit-in strikes held by Hizbullah and its Free Patriotic Movement ally. Full text L’Occidente sappia che trattare con la Siria vuol dire sacrificare il Libano democratico, by Emanuele OttolenghiMeno di due settimane fa, le dimissioni di sei ministri sciiti dal governo libanese avevano già indicato chiaramente che piega avrebbe preso il Libano. La regola del consenso settario tra le varie componenti del sistema politico libanese impone che ogni decisione sia presa con almeno due terzi del totale dei ministri, che è fissato a 24. Le dimissioni servivano a far cadere il governo libanese prima che potesse prendere una decisione sul tribunale internazionale creato dall’Onu per indagare l’assassinio di Rafiq Hariri... Full text Un nuovo atlantismo può nascere dalla crisi siriana e libanese, by Emanuele OttolenghiPer tre anni, convinti atlantisti hanno guardato con orrore mentre i rapporti tra Francia e Stati Uniti peggioravano. A partire dall’11 settembre, i due paesi hanno personificato in un certo senso la crisi dell’alleanza atlantica, culminata nella Guerra in Iraq.Le relazioni politiche tra i due paesi hanno influenzato anche i rapporti commerciali e la produzione culturale, con un’ondata di antiamericanismo in Francia e una reazione antifrancese in America. Ma nonostante le tensioni e le divisioni, Francia e America sono state riportate l’una tra le braccia dell’altra da un inatteso attore: la Siria... Full text Everything You Know About the Recent Mideast War Is Wrong, by Emanuele OttolenghiEvery war generates its myths, and the recent war in Lebanon is no exception. This war’s myths are that Israel lost and Hezbollah won; that this was due to Israel’s reluctance to take casualties; and that Hezbollah’s victory in turn shattered the image of Israel’s military invincibility. Full text Il ritiro della Siria dal Libano, by Emanuele OttolenghiEntro oggi la Siria dovrebbe completare il disimpegno dal Libano. Damasco si impegnò a ritirarsi nel 1989, con gli accordi di Taif, quando le circostanze lo avessero permesso, sostanzialmente diventando il “garante” della pace e il protettore del nuovo Libano emerso dalla guerra civile. Full text showing from 1 to 20 of 20 documents |
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